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Gli orizzonti politici di Cultura e Professione

Di seguito si riporta la posizione espressa recentemente dal Presidente di Cultura e Professione, dr. Mario Ardizzone, in merito al posizionamento politico dell’associazione in relazione alla seduta di insediamento del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi. I consiglieri di minoranza di Cultura e Professione eletti in senso al Consiglio dell’Ordine del Friuli Venezia Giulia e gli iscritti alla stessa associazione si sentono totalmente in linea con l’approccio proposto dal dr. Ardizzone e non condividono quindi la posizione portata al CNOP dal dr. Roberto Calvani che, senza discutere preventivamente in consiglio, ha votato a nome degli iscritti del FVG il dott. Fulvio Giardina afferente al gruppo AUPI come presidente del Consiglio Nazionale.  

Cari Colleghi,

colgo l’occasione dell’imminente riunione del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi per inviarvi qualche spunto di riflessione in merito all’identità e agli orizzonti della nostra Associazione. Fin dalla sua nascita (estraggo passim dallo Statuto) “Cultura e Professione intende dare impulso alla pluralità di funzioni e di competenze in cui la professione di psicologo si declina e si esprime, promuovendone una vigorosa espansione; intende operare per il consolidamento, in ogni contesto e ad ogni livello, dell’autonomia professionale dello psicologo, che è premessa indispensabile per un’efficace collaborazione interdisciplinare; e intende dar vita a tutte quelle iniziative capaci di promuovere la professione nel tessuto culturale e sociale”.

Questi princìpi hanno costituito da sempre le nostre linee-guida sia nei rapporti interni sia in quelli con tutte le altre agenzie con le quali abbiamo interagito e interagiamo nel perseguire le nostre finalità e i nostri obiettivi. Investire sulla crescita non è certo un impegno di poco conto. Esso implica una forte, costante attenzione al mercato del lavoro, alle sue dinamiche e alle sue nuove tecnologie, ma implica pure un monitoraggio altrettanto attento ai processi di formazione delle competenze psicologiche, e alla percezione sociale della nostra identità di professionisti.

Dalla percezione che la società civile ha di noi e della nostra offerta professionale dipende in larghissima parte la possibilità d’incrementare la domanda sociale di psicologia. Ecco il motivo essenziale del nostro voler scommettere sulla costruzione di nuovi prodotti psicologici, chiamando a quest’ impresa quanti saranno disposti a mettere in campo creatività, passione, e generosità d’ingegno. La natura di questo percorso, che trae le sue origini dalla cultura psicologica per trasformarla in progetto politico-culturale, costituisce la natura stessa di Cultura e Professione.

Ed è un percorso ambizioso e al tempo stesso difficile, che non prevede deroghe: nessuno spazio per tatticismi, per compromessi al ribasso, per il grigiore di comportamenti ambigui che non siano al servizio dell’intera comunità professionale, e soprattutto della società civile. Per quanto riguarda il governo del C.N.O.P. siamo pronti a dialogare con tutti, nel rispetto delle reciproche posizioni. Ma non arretreremo neppure di un centimetro per quanto riguarda la nostra etica e la nostra visione.

Le gestioni dell’A.U.P.I. non hanno prodotto un bello spettacolo, in questi anni: in nessuno degli scenari di cui sono state protagoniste. C’è oggi una profonda distanza fra noi e loro. E lo stile giacobino e arrembante di Altra Psicologia non è il nostro stile. Noi siamo fortemente determinati nei nostri convincimenti e nella nostra strategia, a cui giungiamo però in virtù della nostra riflessività e della nostra ponderatezza. Ci porremo perciò come osservatori critici particolarmente attenti a quanto avverrà all’interno del C.N.O.P. Non faremo sconti a nessuno, ma saremo – come sempre siamo stati – intellettualmente onesti, imparziali, e sicuramente costruttivi se riusciremo a intravedere nel C.N.O.P. qualche spiraglio di propulsività e di coraggio.

              

        Il Presidente Mario Ardizzone”